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LIBRI CONSIGLIATI

Ottimo davvero questo romanzo Horror targato Dan Simmons, “L’estate della paura”. In una cittadina Americana dei mitici anni ’60 la popolazione e’ totalmente assorbita nell’attesissima campagna elettorale che vedra’ trionfare John Fitzgerald Kennedy; nessuno presta quindi la dovuta attenzione a quanto di sinistro avvenga tra le mura della vecchia scuola del paese, qualcosa di morto e sepolto da tempo e’ tornato a respirare aria umana, e tocchera’ affrontare il nuovo incubo ad un gruppo di giovani amici, troppo piccoli per avere a cuore la situazione politica Americana, troppo piccoli per smettere di credere nell’esistenza del soprannaturale…Un romanzo imponente, una narrazione fluida ed accattivante, ma l’autore e’ attento a non bruciare tutto e  subito: ci fa attendere, ci stuzzica e ci colpisce al cuore. Superbi I particolari, la carne fetida e strisciante, assorbire l’aria malefica nei polmoni e respirare come uno di loro…davvero ben fatto. Pensate che stia parlando del solito mostro venuto dallo spazio e sepolto sulla terra per migliaia di anni? Nulla di piu’ banale, ma nella terra dell’odio e del sangue non e’ cosi’. La religione che si nutre delle paure piu’ recondite dell’animo umano, un viaggio impossibile verso oscure credenze e le molteplici sfaccettature dell’orrore, un orrore che si muove e che vive. Certo e’ che nemmeno per Dan Simmons e’ stato possibile allontanarsi dal maestro, lo spettro di Stephen King appare nei momenti salienti della storia, a cominciare dai ragazzi che si rendono protagonisti, gli unici in grado di credere alla mostruosa verita’. I retaggi di IT, STAND BY ME e GRANO ROSSO SANGUE sono inconfondibili..ma penso che nulla e nessuno potra’ mai raggiungere il maestro….Veramente magnifiche le ultime 50 pagine, una via di mezzo tra una possibile sceneggiatura di un Cronenberg estremissimo e un Lovecraft meno metafisico e molto piu’ orientato verso la fusione uomo/ambiente, le sacche pulsanti…una delizia. Davvero strano che non sia stato fatto un film di tutto questo, ma c’e’ sempre tempo.

FILM CONSIGLIATI E NON

Turistas….ne ho abbastanza di questi horror girati in 5 minuti, esperimenti fallimentari che vivono grazie a riesumazioni sbiadite di pellicole valide del passato; solita storia, solita trama, solito movente debole, solito finale. Peccato davvero perche’ non ricordo di avere visto molti horror ambientati in terre esotiche (il Brasile in questo caso) a parte episodi allucinanti tipo Cannibal Ferox, Cannibal Holocaust, Papaya dei Caraibi etc..altri registi, altri tempi, un paragone che non sussiste di per se’ stesso. Comunque ritornando al film…il solito viaggio di ragazzi in vacanza che cercano non si sa bene cosa, la solita serata in cui tutti si ubriacano e vengono drogati, il solito risveglio raccapricciante (ma non troppo) del giorno dopo quando si intuisce la verita’…Generalmente il punto forte di questi film sta nell’esasperazione delle uccisioni, nei “quadretti troppo ed esageratamente gore”, ma non e’ cosi’…bho…ed e’ proprio il movente il peggior punto debole. Famiglia di cannibali? Un ribelle che prima si pente ed aiuta I ragazzi e poi ritorna su suoi passi? Il socio del maniaco che gli si rivolta contro? Uno dei protagonisti che cerca “disperatamente” la morte quando gli si apre un’ autostrada per scappare? Non ci siamo proprio, cosa ancor piu’ grave in quanto il cast (giovane peraltro) era di tutto rispetto. L’unico film decente degli ultimi 5 anni sulla stessa linea rimane Wolf Creek.

 

Direi che con questo Hostel 2 Tarantino/Roth siano riusciti a risollevare il fantasmagorico flop del primo episodio…Negli ultimi anni non mi avevano affatto convinto I suoi esperimenti / collaborazioni alla regia vedi Hostel, Grindhouse e soprattutto il molliccio Kill Bill. Di certo I prodromi dei Mostri Sacri come Pulp fiction, Le Iene,  Natural Born Killers e dal Tramonto all’ alba non gli hanno facilitato il compito. Hostel parte seconda: ottimo il casting, la trama scorre veloce, senza intoppi; la visione e’ piacevole, non si ha l’impressione dell’horror fatto in 5 minuti con un paio di scene gore per sbancare il botteghino. Un accurate studio dello svolgimento ha fatto si che il film venga ricordato come un thriller oltre che a un buon film horror. Diversamente dal primo episodio gli omicidi arrivano al momento giusto, e non c’e’ nulla di scontato. Magnifici I riferimenti ad Elizabeth Bathory (vedi bagno nel sangue) e successive amputazioni che non fanno che confermare la grande conoscenza che Tarantino ha del cyber horror orientale (vedi la Favolosa serie di Guinea Pig di Miyazaki, pseudo fanta snuff)…L’unico dubbio che ho in merito alla trama e’ il preciso riferimento geografico della “casa degli orrori”, ovvero il fatto che sia sempre localizzato nell’est europeo potrebbe causare non poche noie con le autorita’ del posto stesso….o forse il contrario?

 

HORROR NEWS MAGGIO 2007 

FILM CONSIGLIATI

QUALCOSA SULLA FIGURA DEL DOTTOR FRANKENSTEIN AND COMPANY

 

Perche’ tutti si ricordano del magnifico Dracula di Coppola e nessuno cita il Frankenstein che vede nelle vesti del mostro Robert De Niro? Nulla di piu’ semplice. Uno stravoglimento totale dei temi originali, una menzogna senza fine che si protrae lungamente fino al termine della pellicola. Il capolavoro letterario di Mary Shelley e’ un romanzo che conquista il lettore per la magnificenza della narrazione, che porta lo sconforto, la malinconia, una tristezza epocale per la vicenda dell’essere deforme che la domina. Tanto per cominciare Frankenstein e’ il dottore e non assolutamente la di lui creatura, che nell’opera viene apostrofata come “demonio, mostro, diavolo”. I decenni della filmografia ne hanno storpiato l’uso per la necessita’ di dare un nome che il pubblico potesse ricordare. Primo grande errore. Un romanzo monumentale dalle molteplici chiavi di lettura, il romanticismo, l’angoscia del nulla, la morte, la scienza, la volonta’ di sondare gli abissi della vita umana e della mente, l’arguzia di sfidare il tempo e l’oscurita’ delle tenebre, l’amore della conoscenza; tutto questo e’ rintracciabile nel film? NO! Una pellicola fuorviante, Mary Shelley si rivolterebbe nella tomba (per giunta ancora prima che iniziasse il secondo tempo). Favoloso l’inizio in cui appare il nome dell’autrice originale del romanzo che almeno il 90% del pubblico avra’ scambiato per il regista! Detto questo…un caposaldo della letteratura gotica come del resto e’  “Il castello di Otranto”, “Il signore dei lupi”, “Il vampiro” etc.. non puo’ di certo avere tutti quei colori accesi! Non c’e traccia di morte e di desolazione (come invece dovrebbe essere). La vicenda scorre troppo veloce, il regista fallisce miseramente puntando il dito sulle orribili fattezze del mostro e sulla sua natura diabolica, perdendo invece il senso originale del romanzo, ovvero il dramma interiore che  devasta la creatura a tal punto da fargli odiare la sua vita, se stesso e il suo creatore che si e’ posto come Il grande orologiaio che dopo averlo creato lo ha abbandonato al suo destino infausto. Il discorso che egli fa al dottor Frankenstein e’ altresi’ commovente, tanto che lo scienziato acconsente alle sue richieste (nel libro ovviamente); nel film questo non avviene, manca tutta questa tensione emotiva. Il risultato e’ che lo spettatore inorridisce verso le efferatezze del mostro, non consumando e non vivendo la disperazione che lo pervade. Per il resto del film c’e’ un susseguirsi di assurdita’ e di “falsi storici” impressionanti. Non c’e traccia del fatto che il dottore venga accusato della morte di Clerval (nel film addirittura non muore nemmeno!!!), non c’e’ traccia della sua prigionia e della sua pazzia, del popolo commosso nel vederlo distrutto nello spirito e del giudice che rimane fermamente convinto della sua innocenza. Per non parlare del mostro che nel libro appare come un essere soprannaturale dotato di una forza e di un’ altezza straordinarie (De Niro infatti e’ famoso per essere 1 metro e novanta!), che salta sulle rocce come un camoscio, imprendibile per un essere umano (nel film sembra quasi un paralitico). Cerchiamo qualcosa di meglio nella filmografia di James Whale? Il Frankenstein del 1931 con l’unico e irraggiungibile Boris Karloff? Mmmmm…le mie perplessita’ non finiscono, anzi aumentano. Si inizia alla stragrande nella perfetta atmosfera gotica di un cimitero, ma e’ subito la licenza cinematografica del regista a rovinare tutto, gia’. Perche’ diavolo il dottor Frankenstein si sarebbe servito di un aiutante per trafugare I cadaveri dalle tombe e dagli obitori? Nulla di piu’ sbagliato. Mary Shelley insiste a lungo su questo fatto, ovvero spende piu’ di un capitolo per dirci che lo scienziato si isola volutamente da tutti e da tutto nei suoi esperimenti. Non vuole condividere con nessuno le sue scoperte, I suoi fallimenti e le sue paure che lo trafiggono come le lancette del tempo che avanza inesorabile perche’ e’ uno spirito tipicamente romantico, che vive al di fuori della realta’. Ecco, James Whale forse si era perso questa parte e invento’ la figura di Fritz, che facendo sorridere da una parte il pubblico per la sua stupidita’ e per la sua goffaggine, dall’altra ci allontana dalla desolazione del tema rendendo il tutto molto ridicolo. Frankestein dovrebbe essere una pellicola oscura, che ci proietta in un’altra dimensione, che dovrebbe far riflettere su come il genere umano respinga il diverso. Curioso pensare come in questo senso sia riuscito molto di piu’ un film come “Edward mani di forbice”. Penso che l’errore madornale commesso da Whale sia stato quello di spiegare la malvagita’ del mostro col fatto che avesse il cervello di un criminale defunto…nulla di piu’ superficiale ed effimero, questo contribuisce a rendere il film molto diverso dall’opera originale, di gran lunga superiore. Questa breve analisi della figura del dottor Frankenstein e dintorni e’ rivolta a spingervi a leggere Mary Shelley e a non considerare I lungometraggi dedicati alla sua creazione, nella speranza che qualche anima pia e dannata possa spendere qualche milione di euro nella relizzazione di un vero film su di essa…

 

 

Scontato ma carino questo Jolly Roger, parodia dello spirito maligno risorto dalla dannazione perche’ tradito nel momento dell’apice della sua gloria infernale (questione di sporco danaro), e’ un po’ come il Jason Voorhees del 2000 (con le dovute proporzioni ovviamente). Ben fatti gli effetti speciali per la gioia dei fans degli arti mozzati a suon di colpi di spada o sciabola settecentesca(che dir si voglia). Plauso particolare per il travestimento assolutamente fuorimoda dell’assassino che si presenta ai nostri occhi come il sosia di Rob Zombie ai tempi d’oro di “Living Dead Girl”, da rivedere pesantemente il casting e certo il regista avrebbe potuto fare molto di piu’ in fase di montaggio, mi riferisco a riprese piu’ dinamiche e sincopate, a volte infatti i tempi ridicolizzano l’incipit luciferino del nostro Roger. Accettabile

 

Mi manca ogni tipo di aggettivo quando mi trovo nell'arduo compito di dover parlare di Brian Yuzna...ogni paragone può essere fuorviante ed ogni complimento banale e stantio di spenta retorica. Il Faust di Yuzna, un capolavoro. Immaginate lo splatter più esagerato direttamente dalla casa degli orrori dell'inimitabile "Society The Horror" dello stesso, i colori e le riprese di "The Dentist" unita alla deformità estrema tra uomo e mostro/macchina che solo il Cronenberg più in forma riuscirebbe a creare...questo è il Faust di Yuzna. Ossessione, lussuria, abnegazione e tragedia, dannazione ed immortalità, i discepoli ingrati si stringono nell'adorazione del dio serpente pronto a cibarsene per suo gusto e gradimento, una vera delizia senza fine. L'inchino è d'obbligo. Una filmografia sconvolgente, organigramma del dolore e della morte nel suo aspetto più cruento, anticipatore assoluto della perfetta fusione tra splatter e fantascienza ("From Beyond" e "Progeny"), realizzatore di pellicole ormai consacrate alla storia ("Reanimator" 1,2, e 3). Un genio. Acquistate in blocco il cofanetto di Yuzna, l'incubo ha inizio.

HORROR NEWS APRILE 2007                  


FILM CONSIGLIATI

Finiamo alla grande il mese di Aprile con “Il custode” del maestro Tobe Hooper. E’ un po’ come criticare l’ennesimo disco dei Maiden o dei Metallica per un super fan accanito, missione impossibile quindi; gia’, d’altra parte come potrebbe essere altrimenti? Come poter demolire l’iniziatore di “Non aprite quella porta” nel lontano 1974? Uno dei grandi precursori di celebri sequel che da lui trassero perennemente ispirazione nei decenni a venire, e che ancora oggi non mancano di citarlo in continuazione (vedi Venerdi’ 13, Halloween, La casa dei mille corpi, il collezionista di occhi etc….). La storia non e’ il Massimo dell’originalita’, ma I dialoghi ne risollevano le sorti, cosi’ come gli zombie, divertenti e splatterosi, mossi dal sentimento di annientamento proprio dei mostri de “Il ritorno dei morti viventi 3” di Yuzna e de “Le colline hanno gli occhi” di Craven. Buoni I colori e l’atmosfera densa di odio, non ho apprezzato molto invece il fatto che la si butti sul sentimentalismo verso I tre quarti del film, per la serie “sono un assassino perche’ nessuno mi capisce e tutti mi vogliono morto…”. Un' esperienza comunque da non perdere.

E' proprio il caso dirlo, mi trovo l'acquolina in bocca a parlare di un piccolo capolavoro, "La foresta dei Dannati". Il tipico caso dell'horror che vuole essere serio ad ogni costo ma per ovvie ragioni si trascina verso il trash più assoluto; mi vengono in mente i celebri "Zombie Honeymoon", "Biocrisis" o meglio "Decoys"...che dire...da dove cominciare? Una regia inesistente, un casting infelice, un make up molto dubbio, effetti speciali da cartoleria (denti finti modello carnevale), colonna sonora degna delle peggiori produzioni indipendenti. Tutto questo rende la pellicola unica nel suo genere e divertente allo stesso tempo. Un horror senza horror, un paio di scene splatterissime assolutamente fuori luogo e senza tempo in onore al peggior Violent Shit di Schnaas...Sono entusiasta di questo film, amanti del B movie fatevi avanti!

FILM NON CONSIGLIATI

Stay Alive, il nuovo horror informatico? Obiettivo fallito in pieno. Un film terrificante sotto tutti i punti di vista, una pellicola che fa acqua da ogni parte. Si presenta come una trovata cinematografica senza pari, ma gli esperti del genere sapranno che trattasi in realtà di una palese scopiazzatura dal mitico Brainscan del 1994 con un Edward furlong (American History X, Terminator 2...) agli esordi, per non parlare di Videodrome dell'83 (ma non voglio certo scomodare il professor Cronenberg). Stessa trama ma resa in termini diametralmente opposti. Stay Alive...una storia imbarazzante per le dinamiche, per il movente (che risulta a tratti mistico/trascendentale nel senso che non c'è!), per la recitazione scadente a tratti grottesca che sfocia addirittura nel comico..poveri horror! Gli attori sembrano essere stati catapultati dalla casa di un reality al set del film, assurdi. L'azione scatenante gli assassini è davvero troppo debole ed inconsistente, lo scorrere del film è di una lentezza mortale e ben presto non si capisce cosa sia realtà, finzione, immaginazione, video game, per il semplice fatto che neppure il regista ci si raccapezza più! Aiuto!!!

HORROR NEWS MARZO 2007                  


FILM CONSIGLIATI

E' con grande piacere che mi trovo a parlare di Saw 3, appena uscito nelle sale italiane. Oltre ai soliti 180 remake annuali di Non aprite quella porta, La maschera di Cera, Hannibal & Co, il cinema horror contemporaneo mancava di un nuovo sequel che destasse l'attenzione e la fantasia di tutti gli appassionati. Una scossa, peraltro inaspettata, era stata data lo stesso anno da Descent e Wolf Creek, ma credo che con questo terzo capitolo, L'enigmista abbia davvero iniziato a far parlare di sè. Il primo episodio era avvincente, innovativo e divertente nei suoi eccessi, con l'atmosfera claustrofobica tipica di The Cube, ma mancava qualcosa, la componente ultra splatter in primis (oltre al cast ovviamente). Il secondo capitolo è stata un'esperienza veramente da dimenticare, orribile, scontato, privo di una trama, suspense, voto 2 e mezzo. Saw 3 mi ha divertito parecchio, innumerevoli le citazioni di illustri predecessori: Hellraiser (con il povero carcerato incatenato), i colori e la regia ossessiva di Creep il chirurgo (ottimo horror sottovalutato ingiustamente), monologhi allo specchio del mitico Taxi Driver, il colore verde misto al sangue di Seven, per non parlare degli utensili da "lavoro" tipici di Texas Chainsaw e una finezza assoluta: la maschera da maiale dell'assassino che mi riporta a uno dei miei horror orientali preferiti di quel genio di Takashi Miike, Gozu. Regia veloce, i flash back ne sono la costante (stupendo l'antefatto della storia di Amanda); tuttavia sono i particolari che lo rendono un gran bel film: le prime tre scene splatterissime sono tipiche della filmografia nordica, vedi Schnaas e Henenlotter, e la lunga scena dell'operazione riporta in vita l'ultragore di Reanimator dello Steve Vai del cinema horror, Brian Yuzna. Insomma correte a vedere Saw 3

LIBRI CONSIGLIATI

Indubbiamente la magnum opus di Anne Rice, Il Ladro di Corpi travolge il lettore per la magnificenza dei dettagli, l’assoluta originalita’ della storia e ovviamente per il fiume rosso sangue di omicidi. Un romanzo alternativo, non un semplice horror, rimasugli dal mitico Indiana Jones per l’ardire nel procedere, una vicenda intricata ,avvincente ed oscura degna della migliore rappresentazione di Jack lo Squartatore: c’e’ tutto quindi, avventura, giallo, horror e thriller. Chi e’ all’origine del danno? L’indolenza del vampiro Lestat, indomito principe delle tenebre alla perenne ricerca di se stesso, che dopo essersi smarrito innumerevoli secoli prima nella selva cacciando i lupi, osa (ancora una volta) sfidare le leggi del tempo e della carne, contravvenendo agli ordini del buon Marius. E’ possibile che uomini e vampiri possano coesistere? Il Vampiro che prende coscienza di essere in cima alla catena alimentare stravolge quanto pianificato da secoli di saggezza e coercizione.

 

HORROR NEWS FEBBRAIO 2007


FILM CONSIGLIATI E NON

Per tutti gli adoratori di Cronenberg…delusi dalle ultime uscite tipo A history of violence, e’ proprio il caso di ricordarsi della sperimentazione assoluta da Crash a Il Pasto Nudo, giungendo al remake che supera di gran lunga l’originale Esperimento del dottor K, ovvero “La Mosca”. Siamo nell’86 e il maestro dell’horror industriale dimostra tutto il suo talento nel difficile compito di riproporre una storia che negli anni ’50 divento’ un cult dell’horror fantascientifico. Il risultato? Stupefacente. Musica pressoche’ assente, colori scuri, decadentismo nelle forme, nei movimenti e nei colori, e la’ dove l’originale puntava tutto sul dramma interiore del protagonista alienatosi dal mondo, Cronenberg delizia il pubblico con le mostruosita’ deformi della mutazione genetica, fusione squisitamente grottesca, che culmina (ovviamente) con la simbiosi uomo – macchina. Magnifico, geniale. Sembra quasi di ritornare ai primi Hellraiser, La cosa, Splatters!

 

La Regina dei Dannati…..difficile, difficile, e rischioso. Tratto dal libro di Anne Rice (magnifico, un fiume di sangue in piena che distrugge ogni frammento di vita umana), si pone come l’attesissimo seguito del mitico Intervista col Vampiro. Primo dilemma: quando il primo film presenta un cast con Pitt, Cruise, Banderas, Dunst e Slater, il secondo DEVE averne uno di pari valore se non di piu’. Ovviamente non e’ stato cosi’. Certo e’ ottima la perfomance di Stuart Townsend nei panni del principe Lestat promosso al rango di imperatore nonche’ compagno della bellissima Akasha, tuttavia il casting delude le attese. Come se non bastasse ci sono una marea di lacune, se vogliamo, dei “falsi storici”, ponendo il libro di Anne Rice come la bibbia del sopra citato. Gia’.  Tanto per cominciare non e’ Marius che concede l’immortalita’ a Lestat bensi’ Magnus (che nel film addirittura non viene nemmeno menzionato!); si continua con Marius che rivela a Lestat il nome di Akasha quando e’ in realta’ lei stessa a svelarsi telepaticamente e cosa ancor piu’ grave, Jesse (potenzialmente uno dei fulcri del racconto) diviene vampiro per mano di Maharet che in questo modo la salva dalla morte, non certo per mano di Lestat come avviene nel film. Un po’ di delusione per questi dettagli, ma a grandi linee il film raggiunge la sufficienza piena, se non altro per la storia affascinante e per la colonna sonora devastante (Korn, Static X, Disturbed, Deftones). Vengono I brividi quando appare per la prima volta in scena Marius, ovviamente per tutti quelli che hanno l’intera bibliografia della Rice, per cui è inevitabile commuoversi visto lo spessore e la magnificenza di uno dei vampiri piu’ antichi che ancora solcano il suolo mortale. Per non parlare poi di quando Akasha e Lestat si scambiano il sangue immortale e parte in sottofondo “Change” dei Deftones, da urlo!!!

 

HORROR NEWS GENNAIO 2007 


FILM CONSIGLIATI E NON

Ecco un classico esempio di come un film tratto da un capolavoro letterario possa distruggere lo stesso; certo ci sono molti casi ma questo e’ incredibilmente lampante. “Dagon – La mutazione del male” tratto dall’ imponente “La maschera di Innsmouth” di H.P. Lovecraft. Si Rabbrividisce quando si riflette sul fatto che Lovecraft concepi’ questo racconto negli anni 20/30: precursore assoluto dell’horror fantascientifico, inspiegabilmente incompreso, diede il la a tutto quello che fu la cinematografia del genere che ebbe il culmine in Blade Runner, Dark City e Matrix. Non ci sono paragoni, umani almeno. Come abbia potuto un mostro sacro dello splatter gore cult come Yuzna permettersi di rendere cosi’ male sul piccolo schermo questo racconto e’ qualcosa di assurdo. Scompare il terrore, la frenesia dei movimenti, l’ horror vacui, l’attenzione per i particolari, gli oscuri omicidi. Appare invece un’atmosfera scialba, banale grottescamente comica, i mutanti come parodia di se stessi, qualche frase ad effetto qua e la’. Un fallimento totale, per non parlare degli attori e del casting in generale. Un film da dimenticare; l’unico regista adatto a tale arduo compito dovrebbe essere Carpenter. Questo e’ tutto.

Anno 1982, Frank Henenlotter concepisce quel capolavoro intitolato "Basket Case"...che dire, ci si trova nel filone Ghoulies, Gremlins, Troll (mitico), tutti peraltro film anni '80 e inizio anni' 90. Basket Case è unico nella sua demenzialità e nella violenta carneficina, a tratti voluta, a tratti casuale, tipica di una mente disturbata e visionaria come quella del regista! Geniale la prima parte, densa di dialoghi inutili, l'atmosfera percepita è totalmente surreale, ma ben presto si scopre che non è il solito horror splatter condito con qualche mostro affamato di carne umana (sullo stile di Creepozoids ad esempio), anzi, la morale è addirittura profonda ed irrefrenabile. Grandiosi gli effetti speciali per l'epoca, il collegamento è diretto verso l'immortale "Tetsuo the Ironman", "Violent Shit" e limmancabile "La Cosa" (il remake di Carpenter ovviamente), la macchina da presa scorre veloce e nervosa sui particolari raccapriccianti del massacro. Film davvero interessante.

LIBRI CONSIGLIATI

Marius il  vampiro, ennesimo capolavoro della regina delle tenebre Anne Rice. Sorge spontaneo il solito dilemma, ovvero perche’ mai siano stati tratti solamente due film dalle incommensurabili opere vampiresche della scrittrice (Intervista col vampiro e La regina dei Dannati). Gia’, proprio cosi’. Marius il vampiro, un’epopea inimmaginabile sul figlio dei millenni che attraversa I secoli; qualcuno ha scritto che Lestat fosse il personaggio meglio riuscito della saga, ma non e’ affatto cosi’. Il custode di Coloro-che-devono-essere-conservati, colui che percorre indisturbato le strade della Roma imperiale dallo splendore alla decadenza, giungendo alla nascita di Costantinopoli attraverso I secoli del basso medioevo, si ritrova nel periodo dell’arte italiano, da Firenze a Venezia, amando e commuovendosi di fronte all’inesprimibile talento del Botticelli. Tutto questo e’ Marius, il signore dei vampiri. Sara’ degno di proteggere Akasha ed Enkil? Il suo eterno dubbio. Magnifica, un’opera monumentale dal minuzioso contorno storico mai opprimente. Anne Rice trova il perfetto equilibrio tra le necessita’ del dono oscuro e le passioni proprie dei mortali che vivono in Marius. Imperdibile

 

HORROR NEWS DICEMBRE 2006


FILM CONSIGLIATI

Gli inseguimenti di Sin City, i cieli oscuri di Matrix, il palcoscenico apocalittico di 28 Giorni Dopo, crimine informatico, l'uomo che si spinge oltre, varcando i confini del tangibile, è un futuro sconosciuto, che sfugge al controllo. Superate le visioni di The Grudge, le possessioni di Amityville and company si giunge senza indugi alla nuova frontiera dell'horror, si giunge a "Pulse". Favoloso, oscuro, demoniaco e claustrofobico. Correte a vederlo.

Per il mese di dicembre Emiliano vi consiglia caldamente il film "Non aprite quella porta: l'inizio" (...visto il periodo Natalizio). Non si può certo parlare di remake in quanto il suddetto film si aggancia alla cronologia del celebre sequel, inaugurato dall'immortale Tobe Hooper, come antefatto del massacro texano. Buona la storia della nascita del beneamato Faccia di Cuoio che cresce all'ombra e al fetore di un mattatoio, emarginato per i suoi evidenti difetti fisici ma dotato di una corporatura strabiliante per forza e dimensioni. Certo, è la classica biografia tanto cara ai vari Jason Voorhees, Michael Myers ed al novello Collezionista di Occhi, ma impressiona per crudeltà e psicosi. Vediamo ciò che ci si aspetta: sangue a fiumi, corpi straziati e cannibalismo...ma lo sguardo si posa dolcemente sui dialoghi surreali della famiglia che agisce come se fosse in preda al "sacro furore"! Sono loro i matti o semplicemente si torna all'età della pietra, dove l'assassinio era puro (entro certi limiti) e accettato come parte della vita?! Film consigliato a chi non si aspetta nuove invenzioni ma vuole gustarsi un bell'horror in santa pace!

"Hey bastardo guardami in faccia, io sono il diavolo e sono qui per fare il suo lavoro...", questa la frase con cui riassume tutta la sua essenza Otis, il capo della famiglia Firefly, l'ultima apocalittica creazione di Rob Zombie nelle vesti di regista. Attesissimo sequel dell'esordiente  "la Casa dei 1000 corpi", questo "The Devil's Rejects" (La Casa del Diavolo) non delude il pubblico degli appassionati. Stiamo parlando forse del diavolo di Anne Rice? L'angelo caduto dal paradiso per il fatto che volle sperimentare il piacere della carne dei comuni mortali scoprendo la loro essenza, le loro paure, le morti, il loro agitarsi nel favoloso palcoscenico terrestre? No. Il Diavolo dello Zombie spinge al massimo sull'acceleratore, uccide per il gusto di farlo e non c'è metodo in tutto questo, come potrebbe essere il piano del più navigato serial killer; figure orrorifiche completamente reinventate se ne vanno in giro con abiti sporchi di sangue, incuranti dell'autorità, sullo sfondo di scenari country western tanto cari a Oliver stone e a Tarantino (Natural born killers e Dal tramonto all'alba). Esagerato, splatter ed irriverente, il massimo per l'evoluzione di un film che si stacca finalmente dagli stereotipi di "Non aprite quella porta", e che raggiunge il sublime quando il Diavolo va incontro al proprio destino (qualsiasi esso sia) col sorriso sulle labbra, e con la presunzione che l'aveva spinto a confutare il misterioso disegno divino. Ottimo film.

UNO SGUARDO AL PASSATO

Non ci sono parole per descrivere il capolavoro di James Whale "La Moglie di Frankenstein" (1935). Assurdo se si pensa all'anno e agli effetti speciali raggiunti dal regista...il monumentale Boris Karloff veste i panni del mostro (indolente più che mai) ed il sinistro Ernest Thesiger copre la parte del famigerato dottor Pretorius. Magnifico, un film da vedere e rivedere più volte, i vari Van Helsing, e Frankenstein con De Niro sono copie sbiadite del loro pesante predecessore.

LIBRI CONSIGLIATI

Jeanne Kalogridis non è certo nuova nella letteratura horror: il suo interesse per il genere risulta innegabile anche analizzando le sue precedenti opere...ma con questo "I DIARI DELLA FAMIGLIA DRACULA" sembra aver davvero superato se stessa!! Libro diviso in tre parti, ripercorre la vicenda dell'intera famiglia Tsepesh dalle origini del mito fino all'età moderna. Che dire...misterioso, sensuale e sanguinario, la narrazione sotto forma di diario ci porta nell'incubo della stirpe dei dannati più famosa al mondo. Nel corso della lettura si scopre presto che il libro non è solamente uno straordinario romanzo improntato sulla "degustazione" degli innumerevoli delitti della famiglia Dracula, ma ci si trova di fronte ad un vero e proprio giallo molto appassionante! Superbo, spaventoso e seducente: l'attenzione non cala mai!

 


 

Non contento della follia espressa con il suo primo disco solista, Emiliano ha voluto cimentarsi in quella che, insieme alla musica, è la sua passione più grande: il cinema horror. Di seguito trovate alcune recensioni e qualche script scritto da Mister Sicilia in persona, con la speranza di poter un giorno realizzare un film basato sulle proprie visioni e idee...sempre più pazze, estreme ed ovviamente raccapriccianti!! Emiliano attualmente collabora con la sezione horror della rivista musicale Flash e (come recensore di pellicole ultra-splatter) con i seguenti portali dedicati all'Orrore:

 

(www.alexvisani.com)

(www.centraldocinema.it)

(www.filmscoop.it)

(www.horrorblood.com)

(www.horrorlandia.it)

(www.hyperreview.com)

(www.profundis.it)


RECENSIONI

SCRIPTS


 

Maleficia

In Your Flesh

Nekromantik

Tetsuo The Ironman

The Descent