"In Your Flesh" di Emiliano Sicilia (Script)

Berlino, anno 1946. Nella città devastata dalla Seconda Guerra Mondiale si svolge la storia di due ragazzi, Jorg e Andreas. Jorg vive con la nonna e colleziona scatole di medicinali, Andreas è in un centro di recupero per giovani disadattati e tutto il giorno si preoccupa di lavare e rilavare una bicicletta (che peraltro non usa mai). Quanto basta. Tanto basta. Forse. Di notte i due si incontrano nell’estrema periferia per realizzare il loro unico scopo quotidiano: trovare piacere nel dolore della loro carne, essendo entrambi nati per subire il supplizio. Disdicevole? Compiono ogni sorta di atto vandalico con l’obiettivo di essere picchiati dalle persone comuni senza mai reagire. I famosi sobborghi di Berlino…ogni sorta di leggenda e maldicenza abita quei luoghi in cui nessuno vorrebbe vivere, ma ci attraggono...è una musica lenta ed ossessiva che fluttua nella notte, nelle fredde notti tedesche. Come un lupo che ulula al pallido plenilunio, un unico istinto, istinto di sangue. Sai cos’è l’istinto fratello? O si è perso nella savana? Voglia inzuppata di sangue. Frammenti. Tacciono. Ascoltano. Urlano. Come impazziti corrono. Come fuggiaschi muoiono. In bianco e nero.

1 - "Jorg ti sei fatto male?"

2 - "No perché?"

1 - "Ma come no, sanguini, hai un braccio squarciato…"

2 - "Ah dici questo? Non me ne ero accorto...ti va un po’ di torta al limone?"

Teatro dell’assurdo. Epopea surreale, l’ars pugnandi dell’età moderna. Filiforme. Ma questa routine li stanca e li travolge. Una notte si trovano nelle campagne presso una vecchia cascina abbandonata per un’insolita partita a scacchi: ad ogni pedina mangiata tagliano un pezzo del loro corpo a turno (nessuno dei due sa giocare a scacchi, è solo un modo per dare una parvenza di "normalità" alle loro azioni). Misera psicosi masochista? No, molto di più. Sono entrambi ricoperti di sangue senza più orecchie, naso, alcune dita delle mani…ma nessuno di loro si lamenta, hanno da tempo superato la soglia del dolore degli uomini normali. Degli umani. Semidei? Già, così parlò Zarathustra. Il sangue cola sulla terra sconsacrata e riporta in vita un corpo sotterrato ormai in putrefazione. Lo zombie si avventa su uno dei due giovani e lo divora mentre l’altro non batte ciglio e continua a pensare se spostare la torre o l’alfiere. Lo zombie si siede e prende il posto della sua vittima nella partita a scacchi.

1 - "Sento che posso vincere questa partita!"

2 - (…)!

1 - "Ma che fai lì impalato? Muoviti, tocca a te!"

2 - (…)

1 - "Sbrigati che albeggia…"

Lo zombie vince e divora anche l’altro ragazzo. Il morto vivente si dirige ora verso la casa di Jorg, entra e trova la nonna seduta in cucina che sta fissando la parete. Le accende una sigaretta e lei immediatamente si mette a preparare la colazione per entrambi.